Attraversare il mondo.
Non importa come.
Strade percorse a piedi, zaino in spalla.
Spostamenti in aereo, treno, autobus, nave.
Particolari.
Ciò che conta è scoprire.
Scarponi ben allacciati, bagaglio essenziale, reflex in mano. Lontano dai circuiti turistici, lontano dal falso. Il più vicino possibile all'essenza vera dei luoghi e delle persone.
Partire per un viaggio, girare il mondo, ma ogni volta fare ritorno in un posto dove sentirsi a casa.
(le foto pubblicate su questa pagina sono prese da internet ed appartengono ai rispettivi proprietari)
Cos'è questo.
Una struttura apparentemente lineare. Una pagina tendenzialmente bianca dove scrivere con inchiostro nero. O immaginare.
Le foto si prediligono in bianco e nero, per via dei contrasti, dell'essenzialità: senza colori sgargianti e fuorvianti è più semplice arrivare dritti al centro, se non addirittura oltre.
Il filo conduttore: il Viaggio. Quello rude, da zaino sdrucito e comodità sacrificate. Ma soprattutto quello più autentico, a dire il vero: a contatto diretto con le esperienze, gli usi ed i costumi, senza il filtro falsato del "turista".
Quando si viaggia seriamente, non c'è spazio per il superfluo: si è fedeli al necessario. Qui si cerca l'incanto più naturale, spontaneo. Ecco, qui si viaggia.
«La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi».
Bruce Chatwin
«La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili».
William Burroughs
«Man has been walking the earth for millions of years, but the first letter was written only six thousand years ago. Who was the man or woman who finally decided that the tongue was not enough? Were they trying to restore the sacredness of words by writing them down?
Now, thousands of years after the first letter was written, the purity of written words has almost completely perished.
Maybe there is a way to speak to you through the lens of my camera about a world without words»